POV Will
Dopo aver parlato con Nate, mi sento molto meglio. Più tranquillo, rilassato.
So quanto Nate si sia sforzato per rivelarmi ciò che racchiude nel suo cuore, i sentimenti preziosi che donerà e rivelerà alla persona amata, ed il fatto che abbia trovato il coraggio di farlo, di dirlo a me, mi riempie di un piacevole calore che dal petto mi formicola lungo tutto il corpo.
Ora sono deciso.
Guardo l'orologio, è ancora presto, purtroppo.
Mi ripeto che il tempo è relativo, ma non mi rassicura come al solito.
Dovrò attendere, ma più fisso la lancetta delle ore e più quella, infida, sembra girare lentamente, rendendo l'attesa interminabile e la mia determinazione che va man mano scemando.
Alla fine esco venti minuti in anticipo, salutando Nate con il semplice gesto di scompigliargli i capelli.
Aspetto Hope al solito posto, ma non arriva.
Aspetto, aspetto, e ancora aspetto.
Scende il tramonto e d'improvviso odo un fruscio dietro di me.
Mi volto di scatto e...
-
Note dell'autrice:
e...?! E dovrete aspettare. Sono imperdonabile, lo so, ma mi son bastati tre giorni dal ritmo sostenuto per trasformarmi in un blocco di gelatina, gli arti ridotti in poltiglia e l'aspetto simile a uno zombie. Oggi posterò altri due/tre capitoli, per farmi perdonare. Ringrazio i miei adorati lettori che mi seguono e leggono tutte le cavolate che vi propino, grazie di cuore. Baci!

Nessun commento:
Posta un commento