POV Nate
Aaaaah... detesto dover lasciare Will, solo e infreddolito nel letto, privandolo della mia compagnia e del mio calore, ma d'altra parte il suo appetito non si soddisfa con l'aria e i soldi non piovono dal cielo.
Così, nonostante sia presto, prestissimo, mi preparo una colazione veloce e poi esco di casa per andare al lavoro.
L'aria pungente e al contempo frizzante che d'improvviso s'infila sotto il bavero della giacca, facendomi arricciare il naso, mi indica che l'inverno è finito, ma la primavera non è ancora del tutto arrivata.
Uno sbadiglio, e poi un altro.
Il freddo mi fa sempre quest'effetto.
Una vocina nella mia mente mi sussurra che forse è meglio fare dietro-front e tornare a letto, con Will, al calduccio sotto le coperte, e per una volta darmi malato e al diavolo il lavoro!
Ma il mio senso di giustizia (o forse la coscienza?) si ribella, e subito mette a tacere la vocina, prima che inizi a radicarsi nella mia mente come un tarlo.
Sospiro.
A furia di osservare, come impotente spettatore, queste battaglie mentali, diventerò pazzo.
Sempre che già non lo sia.
Un altro sospiro.
Fra sospiri e pensieri, ruoli e parti, vocine e coscienza, alla fine riusciamo a concordare tutti su una cosa.
Sarà una lunga giornata.
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Note dell'autrice:
buonciao a tutti! Come è andata la vostra giornata, carissimi? Io non posso lamentarmi, piove tanto che ad occhio e croce presto ci sarà un nuovo fiume, la mattina non è cominciata granché bene ma il pomeriggio è stato okay. E voi, che mi dite? Ho scritto troppo, come sempre. Baci.

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