POV Nate
Tic-tic toc! bussano le gocce al vetro, rincorrendosi poi l'un l'altra, fino a sparire dalla mia visuale.
Rimango un attimo a fissarle, incantato.
Col tempo, grazie a Will, ho imparato ad apprezzare la pioggia, anche se non in quel modo quasi viscerale che lo caratterizza.
Dalla pioggia a Will è un attimo, e la sua mancanza è quasi dolorosa, struggente.
Chissà dov'è ora. Chissà cosa sta facendo.
Come al solito è uscito, e non mi ha detto niente.
Sembra quasi che non si fidi di me.
Scuoto la testa al pensiero. Non me lo dice perché lui è fatto così.
Cerco di concentrarmi sul lavoro, poi occhieggio il cellulare, buttato lì sulla scrivania. È così vicino, basterebbero pochi attimi per inviargli un messaggio... scuoto nuovamente la testa. Il lavoro. Giusto, il lavoro.
Involontariamente, emetto un profondo sospiro.
- Tutto bene Reuss? - mi chiede il capo, apparendomi davanti ad un palmo di naso.
- S-sì, certo - farfuglio, colto di sorpresa.
- Se ti senti male, puoi andare a casa - borbotta prima di andarsene.
Fosse così semplice, penso, lanciando nuovamente un'occhiata alla finestra rigata dalla pioggia.
Il mio male si chiama Will, ed è l'amico più improbabile che potessi trovare a questo mondo.
-
Note dell'autrice:
capitolo corto, lo so. Son di cattivo umore, okay? Ciao a tutti. Buona serata.
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