POV Nate
Sono arrabbiato. Sì, sono arrabbiato, fuori di me, e Will non se ne accorge.
E non voglio che se ne accorga, perché il motivo della mia rabbia è alquanto infantile e mi fa vergognare di me stesso.
Sono geloso.
Sono dannatamente geloso di tutto ciò che può portarmi via Will, perché lo so che alla fine andrà così.
Ma non posso fare a meno di esserlo perché ora, nel momento in cui vivo, lui è mio. Mio, solo mio.
Oggi Will non è uscito, e questo mi rende sollevato.
Siamo seduti al tavolo della cucina, io che scribacchio distrattamente cose di lavoro, lui all'altro capo del tavolo che mi fissa.
- Cos'hai? - mi chiede d'improvviso.
Sussulto.
- Niente - rispondo piano.
- Che tipo di niente? - insiste.
Questo l'ha imparato da me.
- Ho detto niente. - ripeto, evitando di incontrare i suoi occhi onice.
- E io ti ho chiesto che tipo di niente - ribatte dolcemente, alzandomi il mento con un dito.
Ci fissiamo per una frazione di secondo, poi torno a concentrarmi sul foglio.
- Non è niente, davvero - mormoro, un groppo alla gola che mi soffoca.
- Nate... - mi chiama, con quel suo tono così suadente e convincente, quello che mi farebbe dire qualunque cosa.
- E va bene! Vuoi sapere cos'ho? Eh? E allora te lo dico, cos'ho! Sono geloso, e, non ce la faccio più! Non ce la faccio più a sopportare il pensiero che... che... che qualcuno ti porterà via da me! Che io perderò d'importanza, o peggio, che ti dimenticherai di me, come se non fossi mai esistito! - esplodo, rimanendo a testa china.
Non mi sono mai sentito tanto debole e patetico, mentre permetto alle lacrime di rigarmi il viso e tiro su col naso.
Gli lancio un'occhiata di soppiatto. Sgrana gli occhi, poi inclina la testa di lato e sorride dolcemente.
- Oh Nat... - sospira, poi si alza e mi viene a fianco.
Mi abbraccia, e io cerco di soffocare i singhiozzi nel suo avambraccio, avendo però come risultato un patetico verso strozzato.
Sento le sua mani scompigliarmi e accarezzarmi delicatamente i capelli.
- Nathaniel... - sussurra, e un ulteriore singhiozzo mi scuote - io non potrei mai dimenticarti. Sei il migliore e l'unico amico che ho, come faccio a dimenticarti? - mi alza nuovamente il viso e mi guarda negli occhi, il volto ancora illuminato da un sorriso dolce.
Mi asciuga col pollice le lacrime, poi ci stringiamo reciprocamente.
- Ti voglio bene - dice infine, calmando la mia anima agitata.
-
Note dell'autrice:
che lungo capitolo, eh?! Spero siate contenti, io abbastanza. E piove... comunque lo so, ho sgarrato ancora con una dolcezza inaudita da parte di Will, e forse sono stata un po' esagerata con la reazione di Nate (Denis, è tutta colpa tua. Se ieri sera non facevamo quella chiacchierata, non era così arrabbiato. E geloso.) ma mi perdonate, vero? Vabbe', io vado. Ascoltate i Thousand Foot Krutch, mi raccomando ;) Baci
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